Nascere altrove: l’Olanda

Il Sistema Sanitario olandese suscita frequente e attenta curiosità, ed è assai studiato nel mondo per molti aspetti legati alla sua impostazione, che tende a potenziare quei campi della cura della persona ritenuti davvero importanti per la salute personale e collettiva. In particolare, tutta l’organizzazione del percorso di maternità spicca per la sua peculiarità, volta a far sì che le donne possano godere della migliore assistenza sulla base dei loro effettivi bisogni sanitari. A differenza di molti altri paesi, le donne incinte hanno contatti limitati con i medici durante la gravidanza; le cure prenatali sono fornite principalmente da ostetriche, poichè è opinione comune che la gravidanza sia un processo naturale, non una condizione medica. Per questo motivo, a meno che decida lei stessa diversamente, quando una donna resta incinta viene valutata per la prima volta da un medico, che conferma la gravidanza ed effettua un esame del sangue prima di far riferimento a un’ostetrica. Spesso è il cosiddetto “general practitioner” (GP), che corrisponde più o meno al nostro medico di base con la differenza che è assai più preparato in ambito ostetrico, quindi capace di collocare la gravidanza nella categoria a basso, medio o alto rischio. Le donne a basso rischio (la maggioranza) vengono smistate alle cure della sola ostetrica, che porterà avanti il monitoraggio della gravidanza e assisterà il parto e il puerperio in completa autonomia, ricorrendo alla consulenza del GP o del ginecologo a seconda delle problematiche che eventualmente si presentassero. Ogni deviazione dalla fisiologia comporta per l’ostetrica il fatto di misurarsi con il medico. La donna è libera di scegliere un’ostetrica, e lo fa spesso dopo aver parlato con altre donne per sondare la loro esperienza. Ma può cercarne una nella sua area di residenza sul sito web, o farsela consigliare dal GP. Un’ostetrica non può intraprendere la cura di una donna che vive a più di mezz’ora di distanza dalla sua casa, in modo da poterla assistere rapidamente, se necessario. La scelta è possibile per il particolare sistema di remunerazione del lavoro, che passa attraverso sistemi assicurativi sanitari. L’assistenza prenatale, al parto e al puerperio sono previste come parte del pacchetto di base di un’assicurazione sanitaria obbligatoria, spesso integrate con ulteriori assicurazioni private per proteggersi dai costi di eventuali complicazioni mediche che possono sopraggiungere a carico di mamma e/o neonato. Il primo appuntamento con l’ostetrica viene fissato al terzo mese di gravidanza, e consiste in uno screening iniziale per individuare eventuali possibili complicanze. Viene chiarito ben presto se si preferisce un parto in casa o in ospedale, ma invitando la donna a verificare con la propria assicurazione le reali condizioni di rimborso, che in alcuni casi possono comportare un costo aggiuntivo da sostenere direttamente. L’ostetrica fornisce anche un calendario per gli appuntamenti futuri, nonché opuscoli informativi contenenti consigli dietetici e molte altre informazioni specifiche. Gli appuntamenti vengono poi programmati a intervalli regolari durante la gravidanza, a partire da ogni quattro settimane per poi proseguire su base quindicinale vicino alla data di scadenza. Può anche essere rilasciato un libretto, che verrà utilizzato per tracciare il percorso assistenziale e particolarmente utile per coloro che optano per la nascita in casa, in quanto contiene informazioni importanti per chi assisterà il parto. La stragrande maggioranza delle donne partorisce in ospedale, mentre circa un quinto o più di esse sceglie di partorire a domicilio, determinando uno dei più alti tassi di nascite a casa nel mondo occidentale, in netto contrasto con paesi come il Regno Unito, dove costituiscono poco più del 2 per cento del totale delle nascite ogni anno. In alcune città è anche possibile accedere a case da parto (kraamzorghotel), progettate per offrire un ambiente accogliente e al tempo stesso consentire al partner il pernottamento. È necessario formalizzare l’intenzione di utilizzare un kraamzorghotel, fino a due mesi prima della data prevista del parto. Se si sceglie di partorire in ospedale, è necessario far riferimento a quello più vicino a casa, se non altrimenti concordato in gravidanza. L’ostetrica accoglie la donna in travaglio nel reparto maternità dell’ospedale e si prende cura di lei e del neonato durante tutto il percorso, che se resta in ambito fisiologico non contempla affatto la presenza di personale medico. Le ostetriche nei Paesi Bassi promuovono la nascita secondo la massima naturalità possibile, quindi l’uso di farmaci per alleviare il dolore durante il parto è abbastanza raro. Se però una donna desidera utilizzare metodi farmacologici di controllo del dolore, lo deve concordare con l’ospedale prima della parto. La maggior parte delle donne lascia l’ospedale entro 24 ore dal parto, anche se a volte sono autorizzate alla dimissione anche prima, se approvata dall’ostetrica. Eventuali complicazioni prima, durante o dopo la nascita diventano di competenza del medico ostetrico o del pediatra, allertati dall’ostetrica. In caso di parto domiciliare, l’ostetrica seleziona accuratamente le donne che possono accedere a questo tipo di assistenza, escludendo tutte le situazioni non fisiologiche, di competenza medica, secondo un protocollo nazionale a cui deve attenersi scrupolosamente, pena il ritiro della licenza (es: pregresso taglio cesareo, presentazione podalica o anomala, gravidanza gemellare, pregressa emorragia post-parto, diabete, e durante il travaglio la rottura di membrane da più di 24 ore, la presenza di meconio nel liquido amniotico, lacerazioni estese). Quando viene chiamata, allestisce l’ambiente per l’assistenza a mamma e bambino, aiutata da un’infermiera di maternità. In caso di necessità di trasferimento in ospedale, può contare su una rete organizzativa ben funzionante, che prevede l’utilizzo dell’ambulanza e il sostegno globale del personale ospedaliero. Una delle caratteristiche uniche dell’assistenza alla maternità in Olanda è il diritto di ogni donna a ricevere le cure di un’infermiera di maternità (kraamzorg), per un massimo di 10 giorni, il cui costo è coperto dal pacchetto assicurativo obbligatorio di base. Il servizio prevede anche la possibilità di disporre di un medico per visite a domicilio ogni giorno durante la settimana successiva al parto, in caso di necessità. Oltre ad essere in grado di offrire consulenza e rispondere ai dubbi di una neomadre, l’infermiera aiuta a sbrigare le faccende domestiche, cucina, si occupa degli acquisti, sorveglia gli eventuali altri bambini, e a seconda delle esigenze si rende disponibile a tempo pieno (fino a otto ore al giorno) o per poche ore. Questi aspetti vengono concordati al momento della scelta, che deve avvenire entro le 12 settimane di gravidanza, per avere la certezza di poterne disporre dopo il parto. Dopo la nascita del piccolo, i genitori ricevono un libro (Het Groeiboek) in cui tenere traccia delle vaccinazioni e di altri importanti dettagli relativi alla salute del bambino. Tutti i neonati nei Paesi Bassi ricevono vitamina K dopo la nascita e vengono vaccinati entro gli otto giorni di vita, mentre ulteriori vaccinazioni sono programmate fino all’età di nove anni. La madre lavoratrice ha diritto a 16 settimane di congedo, 10 delle quali da utilizzare dopo il parto, retribuito al 100%. Al padre è concesso un congedo parentale di due giorni, interamente pagato, ma entrambi i genitori hanno il diritto di prendere congedi non retribuiti, se desiderano. 

Per approfondire: http://www.expatica.com/nl/healthcare/Having-a-baby-in-the-Netherlands_107665.html MidwiferyNetherlands

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2 thoughts on “Nascere altrove: l’Olanda

  1. io ho cercato la mia piccola Olanda,dove far nascere i miei tulipani e….l’ho trovata!
    certo ,il nostro contesto sociale non offre le molteplici possibilità olandesi ma, se si cerca e si sceglie con razionalità, criterio e cuore possiamo farcela anche noi!
    io sono fiera ed orgogliosa delle mie scelte:del cosa,del come, del dove e soprattutto del chi!…e non mi stancherò mai di ripeterlo ma è stato tutto più che meraviglioso.

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