Bambini e animali


I bimbi di città nella maggior parte dei casi non entrano in contatto con animali, se non quando per strada vedono i cani portati a spasso dai padroni, o qualche gatto in casa d’altri. La loro esperienza del mondo vivente resta dunque assai limitata per parecchio tempo: qualche pesciolino (sempre meno…) al mare, se si è fortunati, gli uccellini in primavera sugli alberi (difficili da vedere, sfuggenti), sporadiche mucche o capre o pecore in campagna, le mosche in estate…al punto che non riescono nemmeno a individuare la relazione tra un uovo o una tazza di latte e l’animale che li ha prodotti.

Eppure il rapporto con altri esseri viventi consente ai piccoli di allargare l’orizzonte della vita, prendendo coscienza del fatto che non esistono solo gli umani, ma una variegata e spettacolare massa di creature che popola un pianeta gigantesco ma finito, dove ognuno deve trovare il proprio spazio, che risponda a esigenze per forza di cose differenti, rispettando quello altrui.

Spesso sento dire dagli adulti che i bambini “sono feroci per natura”, quando magari rivolgono verso una bestiola gesti aggressivi.  Non penso proprio sia cosí, credo invece che il modo di approcciare l’animale esprima la dimensione emotiva di ciascun bambino, che deriva direttamente da quella dell’adulto che lo ha in cura… : )

Un saggio interessante e originale per documentarsi e capire qualcosa in piú sull’argomento:

http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__bambini_e_animali.php

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