Cuore e scienza nell’assistenza alla nascita

L’importanza di essere bilingui

“Dappertutto nel mondo esistono nuclei di persone all’avanguardia, che hanno la particolare capacità di raggiungere una consapevolezza nuova prima degli altri. È loro dovere essere d’aiuto nel dare avvio e nel diffondere una nuova consapevolezza. Fintanto che cercano di trasmettere unicamente la loro conoscenza intuitiva – fintanto che parlano solo il ‘linguaggio del cuore’ – sono inefficaci. Per essere influenti, devono dare un’impostazione razionale al loro ‘buon sentire’. Devono allenarsi a diventare ‘bilingui’ – vale a dire, imparare a integrare il ‘linguaggio del cuore‘, la trasmissione della conoscenza intuitiva, con il linguaggio scientifico“.  Michel Odent

Queste parole sono davvero forti e rivoluzionarie, in un momento in cui spesso sembra che prevalgano l’uno o l’altro linguaggio, specie se si parla di salute. Odent viene dal mondo della medicina, dove dovrebbero trovare integrazione la scienza e l’arte di applicarla, ma con il cuore, ed è famoso per aver ribaltato la visione della nascita, lui, uomo…mi ha sempre incuriosita il fatto che da parte maschile siano arrivati, nel secolo scorso, i messaggi più incisivi sulla necessità di cambiare rotta nell’assistenza al percorso gravidanza-parto-cura del neonato, ma così è.

Dunque, a dispetto di chi propugna con facilità ricette apparentemente semplici per gestire la nascita, la sola visione emotiva e la salvaguardia di questi aspetti dell’evento non bastano per garantirgli sicurezza. Per essere credibile e praticabile, l’intervento dell’operatore sanitario deve possedere basi molto solide, sul piano relazionale, formativo e dell’esperienza.

Attualmente si assiste a proposte variegate in tema di gravidanza e parto, spesso inserite in contesti new age, esoterici, spirituali, dove il linguaggio scientifico e la sua traduzione nella pratica assumono connotati negativi…ma siamo sicuri che misurandosi con la nascita una donna, una coppia e la rete di affetti e relazioni che ruota intorno ad essi non avvertano il bisogno di rigore, la necessità di contare sul supporto professionale e competente di persone formate, capaci di trasmettere strumenti reali di conoscenza e autodeterminazione, in grado di aver cura della componente emozionale come di quella pratica, con le sue esigenze molto concrete, pur in assenza di certezze totali e incondizionate, al pari di tutta l’esistenza umana?

Siamo sicuri?… ; )

“Ogni opera di scienza è scienza e arte, così come ogni opera d’arte è arte e scienza…”  –  L.Pirandello

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