Antibiotici e salute

Da circa un decennio l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’invito a ridurre l’utilizzo di antibiotici nella pratica terapeutica, ma con scarsi risultati per vari motivi.

La maggior parte degli antibiotici sono sostanze naturali prodotte da microrganismi (soprattutto funghi) per uccidere altri microrganismi, ma nel tempo si è scoperto che  potevano essere rese più attive modificando chimicamente la loro struttura, per cui attualmente la maggior parte di questi farmaci si ottiene in laboratorio.
Il primo e il più famoso è la penicillina, scoperta da Alexander Fleming nel 1928 ed entrata nell’uso terapeutico negli anni ’40: da allora gli antibiotici hanno avuto un ruolo decisivo nel diminuire la mortalità per malattie che un tempo erano quasi sempre fatali o che mettevano comunque bambini e adulti in pericolo di vita.

Gli antibiotici sono farmaci preziosi, ma hanno effetto contro i batteri e non contro i virus: alcuni di essi uccidono direttamente i batteri, altri li bloccano nella crescita per consentire al sistema immunitario di eliminarli definitivamente. L’influenza e il raffreddore sono causate da virus: in questi casi non solo la somministrazione di antibiotici è inutile, ma può risultare dannosa.

Con il tempo, però, i batteri hanno utilizzato la strategia evolutiva propria delle specie viventi, cioè la mutazione della loro struttura, per difendersi dall’attacco degli antibiotici e trovare vie di fuga dalla loro azione. Questo fenomeno prende il nome di antibioticoresistenza, e permette ai batteri di riprodursi anche in presenza del farmaco che dovrebbe distruggerli. Pertanto moltissimi antibiotici stanno perdendo efficacia su alcune categorie di batteri e il fenomeno sta rapidamente aumentando a livello globale.

I motivi? Un uso eccessivo di antibiotici nei paesi ricchi…

Solo il medico può stabilire se la situazione richiede o meno l’utilizzo di questi farmaci, ma purtroppo largheggia spesso nella prescrizione, e questo rappresenta uno dei fattori favorenti la resistenza batterica. Il secondo fattore è dato dal diffuso ricorso all’ automedicazione, cioè l’assunzione di propria iniziativa di prodotti magari utilizzati da altri o già usati in precendenza in situazioni apparentemente analoghe. L’antibioticoresistenza non riguarda solo il soggetto che assume antibiotici, ma la comunità: se i batteri diventano resistenti in un individuo, si diffondono con la loro nuova struttura tra individui diversi e nell’ambiente, creando un problema di sanità pubblica! Quindi, l‘uso corretto dell’antibiotico è un comportamento socialmente responsabile ed eticamente corretto.

Ridurre l’assunzione di antibiotici ai casi di effettiva necessità (non molti), attenendosi soltanto alle prescrizioni del medico è il modo migliore per limitare l’insorgenza dell’antibioticoresistenza. La terapia va protratta per alcuni giorni o settimane, a seconda della gravità dell’infezione, e sospenderla ai primi segni di miglioramento è una pratica del tutto scorretta.
E’ importante sapere che gli antibiotici uccidono anche i batteri utili all’organismo per le sue funzioni: per questo si possono indurre cambiamenti soprattutto della flora batterica intestinale e vaginale, con comparsa di effetti collaterali quali la diarrea e la vaginite micotica. La contemporanea assunzione di fermenti lattici e yogurt può notevolmente ridurre queste conseguenze.

Piccolo promemoria per l’utilizzo degli antiobiotici nei bambini:

  • una volta iniziata, la terapia antibiotica va portata a termine come da prescrizione medica se non si vogliono rischiare ricadute o complicazioni gravi: il fatto che la febbre sia passata o che il bambino stia meglio non sono un buon motivo per sospendere la terapia;
  • il dosaggio di antibiotico prescritto dal medico va rispettato rigorosamente senza dimenticare o saltare una somministrazione per non rischiare che la terapia si riveli inefficace.

Ma soprattutto, adottare stili di vita sani (allattamento materno, alimentazione ricca di vegetali, cura delle forme influenzali attraverso la limitazione alimentare, l’idratazione e l’attesa, controllo della febbre con spugnature e impacchi freddi) per rafforzare il sistema immunitario è la migliore strategia per fare a meno il più possibile di questi farmaci e sfruttarne l’azione al meglio se e quando servono !!

Per approfondire:

http://www.iss.it/anti/

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