Le ragadi del capezzolo

Temutissime in anticipo, dolentissime quando compaiono, al punto da determinare spesso l’interruzione dell’allattamento materno, le ragadi sono un incidente di percorso non certo inevitabile, ma vanno prevenute…Partendo dalla constatazione che i capezzoli sono di per sé sensibili e delicati, ogni donna ha un diverso spessore cutaneo e differente reazione al contatto, persino con la biancheria intima; pertanto non si può considerare tutte le donne uguali, e un’attenzione maggiore va riservata a quelle di carnagione chiara, pelle sottile e facilmente soggetta a screpolature o reazioni allergiche e/o irritative. Detto ciò, potenziare elasticità e idratazione profonda cutanea già durante la gravidanza rappresenta una buona base di partenza per proseguire con le misure di prevenzione da attuare dopo il parto, nel momento in cui inizia la suzione del neonato al seno. I prodotti più indicati per questo primo intervento sono l’olio di mandorle dolci e l’olio di germe di grano di buona qualità e non profumati, che presentano una peculiare affinità con l’epidermide, si assorbono facilmente e usati con costanza rendono assai più elastico e resistente lo strato cutaneo.

Dopo il parto, non ci si aspetta la potenza che il piccolo esercita durante la suzione, e il primo attacco al seno, pur se enormemente gratificante, sorprende per intensità, oltre al fatto che certo il capezzolo non é abituato a quel tipo di sollecitazione…Dunque, nelle prime 24 ore sarà molto importante attaccare il neonato in maniera corretta al capezzolo, perchè già le prime suzioni possono creare microlesioni, passibili di peggioramento nei giorni successivi. Chiedere aiuto al personale di assistenza (ostetriche e infermiere pediatriche) in caso di dubbi é un diritto, ma certamente arrivare preparate all’evento é fonte di rassicurazione e consente di disporre di qualche strumento di conoscenza per capire come procedere. La prima suzione dovrebbe avvenire preferibilmente nell’arco delle due ore successive al parto, in un ambiente tranquillo in cui il contatto mamma-neonato non sia stato interrotto. La presa corretta del capezzolo consiste nel fatto che il piccolo venga avvicinato e si attenda l’apertura spontanea della bocca, quindi si verifica che la parte di areola introdotta sia ampia, al di sopra della parte sporgente; il labbro inferiore del neonato deve essere estroflesso, ben visibile da chi osserva, e posato su una porzione di areola maggiore, come nell’immagine:


In questo modo, la probabilità che si verifichino microtraumi si riduce sensibilmente. Dopo le prime 24 ore, quando il bimbo ha succhiato per alcune volte al seno, si può iniziare a spalmare una piccola quantità, della massa di un cece, di lanolina purificata (Purelan o Lansinoh), lavorandola prima tra le dita per renderla fluida e facendola penetrare bene tra le piccole pieghe del capezzolo, centralmente, con un massaggio delicato, lento e profondo effettuato con dito indice e medio allineati. La lanolina, sostanza cerosa estratta dal vello di pecora e purificata, dalle proprietà fortemente idratanti e protettive, si è dimostrato il miglior rimedio per la cicatrizzazione delle ragadi, attenuando anche il bruciore del capezzolo. Per agire in senso preventivo, occorre avere cura di applicarla ogni due-tre ore per un paio di settimane, il che evita in assoluto la formazione di ragadi, a patto che anche l’attacco del bambino sia curato. Cicatrizzando le microlesioni, evita che peggiorino verso la ragade vera e propria. Non occorre lavare il seno per asportare lo strato di lanolina, poichè non è tossica: in USA, Germania e Nord Europa la si utilizza da decenni e nessuno studio ha dimostrato effetti avversi. Evitare inoltre di usare detergenti sul capezzolo: ricorrere al semplice lavaggio con acqua delle mammelle se si avverte la necessità di rinfrescarsi.

Un altro ausilio di grande efficacia per chi ha la pelle sensibile è rappresentato dalle conchiglie raccoglilatte, emisfere rigide dotate di una membrana siliconica forata entro cui alloggiare il capezzolo per tenerlo separato dal reggiseno: le donne che ne fanno uso le trovano molto confortevoli, e scegliendo quelle con foro più piccolo si facilita la fuoriuscita dei capezzoli piatti. Consentono inoltre di raccogliere il latte che fuoriesce spontaneamante dalla mammella, ma attenzione a non chinarsi in avanti con quelle forate nella parte superiore!! : )

La maggior parte delle richieste di aiuto al rientro a casa dall’ospedale riguarda donne con problemi di allattamento legati a ragadi, attacco errato del neonato, montata lattea in corso con elevata tensione mammaria: di conseguenza, mamma demoralizzata, stanca e dolente, neonato irritabile e poco gestibile, parentela agitata!

Nella maggioranza dei casi è sufficiente UNA visita a domicilio per risolvere gran parte delle problematiche, osservando, dando i consigli appropriati per indirizzare i comportamenti verso la loro risoluzione, restando a disposizione per monitorare la buona evoluzione dell’esperienza di maternità…

Per dare un’occhiata in più:

http://www.youtube.com/watch?v=k8HJqg00Uyo&feature=related

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6 thoughts on “Le ragadi del capezzolo

  1. Grazie! Le tue indicazioni sulla posizione corretta sono state molto utili. Io come prodotto uso il Balsamo Allattamento della Mustela, mi ha aiutata moltissimo a superare il dolore dopo ogni poppata… lo consiglio a tutte!!

  2. Per me è stato di grande aiuto mettere la lanolina dopo ogni poppata e usare reggiseni dermasilk. La lanolina mi ha davvero dato una sensazione di benessere profondo. Dermasilk non mi ha irritato la pelle fessurata e ha evitato si formasssero sovrainfenzione ed in più mi ha tolto il dolore da subito.

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