Nascere prima del tempo: il bimbo prematuro

Nove mesi, nove lune, ma non sempre…Nascere prima del tempo è frequente, sempre di più dove il disagio sociale è forte, per motivi diversi (un ruolo importante è rappresentato dai fattori infettivi) e non sempre individuabili, su cui si sta facendo lentamente chiarezza attraverso studi e ricerche. Si definisce prematura una nascita che avviene, spontaneamente nella maggior parte dei casi, ma anche per la necessità di interrompere la gravidanza per motivi materni o fetali, tra la 20ma e la 37ma settimana completa di gestazione. Questa evenienza interessa in Italia il 6,5% circa di tutte le gravidanze, costitutendo ancora oggi la causa principale di mortalità e morbilità (conseguenze negative) nel periodo perinatale anche dove le cure sono avanzate.  Con trattamenti adeguati, tuttavia, attualmente la prognosi risulta buona per i neonati che abbiano completato almeno le 26 settimane di sviluppo intrauterino, più che buona per gli altri, a meno che a determinare l’interruzione della gravidanza siano state particolari condizioni di patologia materna (ipertensione, gestosi, diabete non controllato, etc): in tal caso vanno sommati gli effetti della prematurità con quelli che hanno determinato la nascita pretermine.

Quel che è certo è che nascere troppo presto rappresenta un’incognita importante per la vita futura del neonato, che necessita di cure appropriate gestite nei luoghi giusti, adeguatamente provvisti di strumentazione e personale molto competente, formato per riconoscere e trattare precocemente le situazioni di rischio potenziale. La gravidanza va seguita con attenzione, individuando tutte le condizioni che possono portare all’anticipo della nascita e trattandole per tempo e quando possibile con le terapie più opportune: questo rappresenta sicuramente il primo e fondamentale fattore preventivo. Un occhio di riguardo va rivolto alle condizioni lavorative della donna, richiedendo nelle situazioni a rischio l’astensione immediata dal lavoro. Quando si profila l’eventualità di un  anticipo del parto, poi, l’intervento più efficace consiste nell’effettuare il “trasporto in utero”, cioè nel trasferire la donna presso un centro di alto livello, più attrezzato per far fronte alla nascita del bambino prematuro. Altra misura essenziale di prevenzione è quella di somministrare alla mamma dosi standard e ripetute di un farmaco cortisonico, capace di accelerare la maturazione polmonare del feto in tempi molto brevi, per ridurre la possibilità di complicanze respiratorie nelle fasi successive alla nascita, che rappresentano uno dei problemi principali di questi neonati.

Un neonato prematuro deve completare il suo sviluppo fisico al di fuori del rassicurante ambiente uterino, senza trascurare quello psichico. Già da alcuni anni è stata avanzata l’ipotesi che fattori nutrizionali e psicologici materni possano avere un ruolo importante nel parto pretermine, in assenza di altri elementi patologici chiaramente rilevabili. La condizione di stress che ne deriva potrebbe certamente minare la regolare prosecuzione della gravidanza e dello sviluppo fetale, attraverso modificazioni dell’equilibrio chimico nell’organismo della donna, capaci di ridurre l’ossigenazione fetale e di scatenare la comparsa di contrazioni uterine incontrollabili o attivando meccanismi in grado di alterare lo stato di salute generale della madre. Per questo è davvero importante che una gravidanza si svolga in condizioni di serenità, buona nutrizione, riposo frequente man mano che procede, attentamente controllata da persone esperte e capaci di potenziare le risorse psichiche e fisiche della donna. Una nascita prematura si può e si deve prevenire quando possibile, mettendo in campo tutti gli strumenti per garantire a mamma e neonato le cure più appropriate quando diventa inevitabile.

In ogni caso un bimbo prematuro richiede cure più attente, sia per consentirgli di completare correttamente lo sviluppo biologico naturale, sia per fornirgli precocemente gli stimoli giusti per attivare le risorse cerebrali capaci di prevenire danni futuri, sia sul piano motorio che su quello cognitivo. Studi molto interessanti in materia sono stati condotti da Glenn Doman, fisioterapista statunitense di cui è possibile reperire in biblioteca numerose pubblicazioni, che ha elaborato la Teoria dell’Organizzazione Neurologica e un metodo di stimolazione sensoriale finalizzato a favorire la continuità dello sviluppo cerebrale, quando sia stato interrotto o compromesso. Questo approccio è stato poi reso applicabile a tutti i bambini, per favorire il loro sviluppo cognitivo in ambiti diversi, o semplicemente  insegnargli l’amore per la conoscenza. Le sue teorie sono state anche oggetto di critica, e a mio parere vanno valutate con equilibrio, senza cadere nell’eccesso, ma certo il principio di base che considera il cervello infantile come organo altamente plastico e “modellabile” attraverso interventi appropriati ha un fondamento biologico indiscutibile.

IL METODO CANGURO

Il contatto pelle-a-pelle prolungato, l’alimentazione al seno e la dimissione precoce dall’ospedale del neonato prematuro, sono i fondamenti del metodo mamma canguro. Alcuni studi hanno evidenziato che è preferibile, per rispettare il ciclo fisiologico di sonno e di digestione del bambino nato prematuro, che le sedute di marsupio terapia abbiano una durata di almeno due ore ognuna, da ripetere anche più volte al giorno. Naturalmente, quando non sono disponibili incubatrici da alternare alla posizione canguro, il piccolo deve restare ininterrottamente a contatto epidermico con la mamma (che può essere aiutata alternandosi con il papà o coi nonni del neonato). Inizialmente questo metodo era destinato all’assistenza dei bimbi prematuri o sottopeso alla nascita nei Paesi in via di sviluppo (vedi benefici). Oggi la KMC è praticata anche nei Paesi industrializzati e viene suggerita anche per i bimbi nati a termine, per stimolare l’allattamento materno e favorire un’eccellente relazione madre-figlio, con grandi vantaggi per la salute e la serenità di entrambi. La Kangaroo Mother Care fin dal momento della nascita, attenua il brusco distacco dalla mamma causato dal parto, e aiuta la mamma a sviluppare competenza e sicurezza nell’accudimento del proprio bimbo. 

(tratto dal sito:  http://www.piccolipassiprematuri.it/indexI.htm)

ww.prematuri.it/

http://www.prematuri.com/

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