Gravidanza e creatività

Mettiamo che diventare madre sia un processo così creativo da innescarne altri…Forse è successo questo a Cinzia, mamma felice dello splendido Elia… ; ), che dopo il parto ha trovato la voglia e l’energia di fare quello che prima non aveva fatto ma che avrebbe voluto, cioè scrivere, ma non di sè, bensì del mondo, “filtrato” dai suoi occhi e dalla sua mente, attraverso un blog, strumento della modernità aperto, ingegnoso e potenzialmente in grado di raggiungere chiunque. In fondo, anche questa è stata una gestazione, seppur mentale, che si è conclusa con un parto…Sembrerebbe che, a restare in ascolto, un bambino apra ad una visione delle cose più attenta e profonda, se solo abbiamo voglia di pensare il mondo al suo stesso modo, con curiosità, voglia di conoscere, entusiasmo; il coraggio e la forza necessari per passare, se occorre, all’azione ne sono la logica conseguenza. La gravidanza è un processo altamente creativo, e la nascita ne è la sua conclusione naturale, ma entrambe le condizioni rappresentano anche l’inizio di una trasformazione profonda, che può portare verso l’isolamento se famiglia e società non le supportano o, al contrario, una maggiore apertura alla vita, alla sua pienezza: forse non è un caso che Cinzia abbia scelto proprio questo vocabolo per dare un nome al suo “parto mentale creativo”…

Ed cco qua, la nascita di Metabolè annunciata con le sue parole… Auguri!  : )

domenica 26 febbraio 2012

E si, mi sono sentita dire spesso che scrivo bene (ma poi chissà che significa davvero?), oh, là. Quindi mi sono decisa, in onore al greco antico che tanto mi ha fatta dannare al liceo chiamo questo blog Metabolè, una parola che vuol dire molte cose, alterazione, cambiamento, modificazione. Mi sembra che possa ben spiegare di che cosa riempirò questo involucro vuoto: pensieri, fotografie, spunti, punti di vista. Vorrei condividere con voi quello che mi piace, vorrei farvi conoscere persone con talento sotto il filtro assoluto del mio giudizio 🙂 sperando di avere presto anche il vostro.

Vi lascio da subito con questo pensiero provocatorio che la scrittrice Lara Cardella ha postato sul suo profilo facebook:
“il problema non è se Belen portasse o no le mutande; il dramma è che mezza Italia se lo chieda”.
Già.

http://www.bolemeta.blogspot.com/

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