Esami in gravidanza: il protocollo ministeriale

La mestruazione non arriva, il test di gravidanza è positivo, nella mente si agita un turbine di sensazioni che prima o poi si condividono, quindi comincia la maratona: visita, esami di sangue e urina, ecografia, diagnosi prenatale si o no, di nuovo visita, ecografia, corso pre parto, acquisti vari, borsoni che si riempiono…puff! Arrivare al parto sembrerebbe una sorta di pellegrinaggio a tappe, ma proviamo a vedere cosa è davvero importante fare, per controllare il buon andamento della gravidanza, come, quando e perchè. In Italia, nel 1998 il Ministero della Salute ha emanato un decreto contenente l’elenco delle prestazioni erogabili sia prima che durante la gravidanza senza pagamento del ticket (*). Gli esami di laboratorio e strumentali (es: ecografia) riconosciuti gratuitamente sono quelli allo stato attuale delle conoscenze importanti per monitorare correttamente le condizioni della donna (ed eventualmente del suo compagno) quando è stata presa la decisione di avere un figlio, lo sviluppo fetale e la salute materna quando la gravidanza ha avuto inizio. A livello regionale vi possono poi essere altri documenti di riferimento che definiscono più dettagliatamente tempi e modi dei controlli correlati con lo stato di gravidanza. In base ai risultati degli esami, si potrà o meno rendere necessario effettuare ulteriori indagini. Nel documento ministeriale,  l’ecografia in gravidanza compare tre volte, e a voler essere precisi non vi è attualmente dimostrazione circa necessità ed efficacia della terza (come specificato, ad esempio, nel protocollo per la gravidanza a basso rischio della Regione Piemonte (**), mentre la seconda, praticata tra le 19 e le 23 settimane, ha un significato importante nella diagnosi di anomalie fetali. Questo non deve sorprendere: in Italia si effettua mediamente un numero di ecografie di gran lunga superiore rispetto ad altri Paesi europei quali la Francia, la Svezia o il Regno Unito. Spesso ogni mese, o addirittura con maggiore frequenza, anche la donna con una gravidanza assolutamente fisiologica viene sottoposta a controllo ecografico: questa procedura è molto attraente per lei e, più in generale, per la coppia, ma certo un maggior numero di controlli non migliora gli esiti materni e/o neonatali. Il sito SaPeRiDoc (dove è possibile trovare molte informazioni sempre aggiornate sulla salute riproduttiva) riporta la chiara conclusione secondo cui “L’ecografia ostetrica, in assenza di fattori di rischio, non può essere raccomandata con l’obiettivo di diminuire la mortalità e morbosità perinatale e materna”. Ciò spiega perchè non è pensabile renderla gratuita oltre un certo limite. Lo stesso ragionamento vale per gli esami di laboratorio, che vanno richiesti nella giusta e necessaria misura. La gravidanza può essere seguita nei consultori pubblici, negli ambulatori ospedalieri, in studi privati, e nel caso in cui tutto si presenti nella norma il suo monitoraggio è anche di competenza dell’ostetrica.  La cosa davvero importante, comunque, è che una donna possa contare su operatori competenti, disponibili all’ascolto, capaci di relazionarsi con lei rispettandone individualità, bisogni e desideri, di attivarsi per contenere i suoi disagi, di informarla accuratamente ad ogni incontro di ciò che si fa e del perchè lo si fa, concordando il percorso assistenziale che condurrà ad un parto sereno: a un’esperienza di nascita felice, insomma.

(*) http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_1653_allegato.pdf

(**) http://www.regione.piemonte.it/sanita/program_sanita/consultori/dwd/basso_rischio.pdf

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2 thoughts on “Esami in gravidanza: il protocollo ministeriale

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