Acqua che squilli, acqua che brilli, acqua che canti e piangi

Poche parole bastano a un poeta (D’Annunzio) per richiamare immagini suggestive. Magia dell’acqua, questa materia affascinante, misteriosa, sfuggente, che ha una forma o non ce l’ha, si collega a mille simboli, suggerisce emozioni e pensieri creativi. Siamo immersi nell’acqua durante lo sviluppo nel grembo materno, e il neonato riacquista immediatamente la sua capacità di rimanervi se lo reimmergiamo per qualche secondo, con un riflesso di apnea che si mantiene fino a circa sei mesi, ma se opportunamente sollecitato non si perde più. Se nasce nell’acqua sa cosa deve fare, respira soltanto quando ne emerge. Già la donna in gravidanza può trarre immenso beneficio fisico e psichico dal nuoto tranquillo o, se non sa nuotare, dal semplice movimento del corpo nell’acqua, che massaggia, tonifica, scarica dalle tensioni, culla e rilassa. Anche il bambino, in genere a circa tre mesi dalla nascita, può partecipare al gioco acquatico con entusiasmo, in piscine appositamente dedicate, attraverso la guida di un istruttore che coinvolge i genitori in un momento di intenso contatto corporeo e spensieratezza. Così l’acqua diventa il mezzo con cui assaporare un modo originale e divertente di stare insieme, fare amicizie, condividere ciò che si vuole della propria esperienza di maternità, paternità e vita.

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