La gravidanza attiva

Questa bella immagine piena di colore che ritrae la quasimamma Federica, realizzata da una giovane fotografa (Virginia Chiodi Latini) che ci sta prendendo gusto a inquadrare le pance, mi sembra molto adatta a rappresentare la gioia di una condizione fisica transitoria come la gravidanza: c’è il corpo cambiato, ma anche la felicità di viverlo così, abbracciando questa parte di sè che è allo stesso tempo altro da sè. Nella maggior parte dei casi, una donna in buono stato di salute e nutrizione porta avanti la sua gravidanza senza intoppi. In un certo numero di casi occorrono attenzioni particolari per aiutare questo processo naturale, affinchè i risultati finali siano una mamma e un bambino sani. Non ci sono motivi per cambiare le proprie abitudini durante la gravidanza, a patto che siano buone abitudini: alimentazione equilibrata, movimento, relazioni sociali serene, sospensione di attività lavorative potenzialmente dannose, riposo quando il corpo lo richiede, attenzione ai propri disagi emotivi. Quest’ultima raccomandazione potrebbe sembrare marginale, ma non lo è. Molto spesso si fatica ad immaginare di chiedere aiuto in una situazione di malessere, che può influenzare anche la salute fisica (e il decorso di una gravidanza!), quando invece basterebbe farsi una chiacchierata con qualcuno capace di ascoltare e con le competenze giuste per iniziare un cammino di benessere, anche faticoso ma capace di creare basi nuove su cui costruire la propria vita.

Ognuno di noi si porta dietro una storia, che può a volte compromettere il nostro vissuto nel momento in cui diventiamo genitori e la successiva relazione con i figli. Non è una strada obbligata, ma occorre riconoscere serenamente il bisogno di essere sostenuti in momenti particolari (la gravidanza, il parto, il puerperio) e affrontare con coraggio e voglia di farcela il percorso che conduce a star bene, con sè stessi e con gli altri. E a diventare capaci di tenere le redini della propria vita, compiendo scelte consapevoli per sè e per i figli, senza lasciarle in mano al caso.

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2 thoughts on “La gravidanza attiva

  1. A volte quando si parla di qualcosa di “attivo” si tende a pensare di dover diventare iper-attivi, di eccedere per mostrare un controllo tanto perfetto quanto fittizio sulla propria vita.
    Le cose invece, come tu ben descrivi, sono più semplici: tutto parte dalla consapevolezza di sè, comprensiva della consapevolezza che il tempo non dovrebbe essere un tiranno e le fatiche andrebbero accettate, non debellate.

    Buona serata 🙂

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