Ninna nanna, ninna-o, questo bimbo a chi lo do…

La ninna nanna non è soltanto un espediente per accompagnare l’addormentamento del bambino, ma un affascinante patrimonio di storia e tradizione popolare e rappresenta un mezzo straordinario per entrare in contatto profondo, sia fisico (abbraccio, dondolamento, accarezzamento) che attraverso l’uso della voce cantata, modulata e ritmata.

In un bel saggio dal titolo “La ninna nanna e il valore della voce”, la ricercatrice Barbara De Angelis (*) si esprime così:

” La voce umana è un importante strumento di comunicazione caratterizzato da
alcune qualità naturali: il tono, il timbro e l’altezza. Gli esseri umani fin dalla nascita sono sensibili alla modificazione di queste particolari qualità, al punto che la variazione del tono usato per parlare con i bambini molto piccoli può trasformare lo stato d’animo e provocare benessere, eccitazione, risveglio dell’attenzione, rilassamento. Come fenomeno naturale  la voce coinvolge la mente, le emozioni, il corpo. Come mezzo di trasmissione della parola, è il canale comunicativo privilegiato del linguaggio orale. Questo non significa che soltanto l’udito sia coinvolto nell’interazione parlata: la voce è infatti strettamente legata allo stare insieme, alla presenza corporea, alla mimica facciale, al movimento. La comunicazione orale ha bisogno di una profonda interazione tra il parlante e l’ascoltatore, perchè tendenzialmente è una comunicazione che impegna tutto il corpo, è legata ad intensi momenti di socialità e soprattutto alla sfera dell’affettività. In un certo senso, la voce trasmette significati solo all’interno di una situazione comunicativa in cui il contatto tra i partecipanti è determinato soprattutto dalla vicinanza corporea. Questa condizione è talmente importante che la sua mancanza può rendere il parlante molto incerto sulla riuscita della comunicazione.”

A proposito delle ninna nanne: “Per la maggior parte, sono sopravvissute grazie alla tradizione orale. Benché sia considerata un canto popolare molto elementare, anche la ninna nanna rappresenta la testimonianza di costumanze e di rituali di un determinato ambiente storico-sociale. Legata alla precisa funzione di fare addormentare il bambino, la ninna nanna è fortemente radicata al contesto sociale della società contadina e della famiglia patriarcale, dove è gestita quasi per intero dalle donne di varia età. Il ritmo molto uniforme e la ripetizione delle parole tendono a produrre un effetto ipnotico.”

Potenza delle parole! Ancora prima di nascere il bambino impara a riconoscere il suono prodotto dalla voce materna e da quelle ad essa più vicine; facile pensare che lo stesso suono possa produrre benessere e rilassamento se prodotto in forma cantata, ma anche rappresentare un importante stimolo allo sviluppo del linguaggio.

La Commissione Europea ha creato il progetto Lullabies of Europe per raccogliere tutte le ninna nanne nelle diverse lingue della Comunità e preservarne il patrimonio culturale. Un elenco delle ninna nanne raccolte, tradotto in sette lingue, è presente sul sito internet Lullabies of Europe.

(*) Museo Storico della Didattica- Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Roma

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